Trasferire un dominio, un hosting o l’intero sito web non è un’operazione complicata come alcune agenzie vogliono far credere. In realtà, esistono solo pochi elementi fondamentali da avere sotto controllo e, quando sono presenti, il trasferimento è semplice, sicuro e senza interruzioni. In questo articolo spieghiamo in modo chiaro cosa serve davvero e cosa invece è solo confusione o disinformazione.
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1. Cosa serve davvero per trasferire un dominio
Per trasferire un dominio servono solo due cose:
- Il codice di autorizzazione (Auth Code / EPP)
- L’accesso all’email del registrante (per confermare il trasferimento)
Tutto il resto sono dettagli tecnici gestiti dal provider. Se un’agenzia sostiene che servano procedure strane o complicate, probabilmente sta cercando di rallentare o bloccare il passaggio.
Quanto tempo richiede il trasferimento?
Generalmente da 24 a 48 ore. Il sito resta online senza interruzioni.
2. Trasferire l’hosting: cosa serve davvero
Spostare l’hosting significa semplicemente spostare i file del sito e il database su un nuovo server. Per farlo servono solo due elementi:
- Accesso FTP o SFTP per scaricare i file
- Accesso al database (phpMyAdmin o dump MySQL)
Nient’altro. Non esiste nessuna dipendenza “magica” che impedisce la migrazione. Se hai questi accessi, puoi trasferire tutto.
Se l’agenzia non li fornisce, è un problema di trasparenza, non di tecnica.
3. Trasferire il sito: cosa è necessario
Trasferire un sito WordPress, WooCommerce o simile richiede semplicemente:
- I file del sito (tema, plugin, media)
- Il database
- Gli accessi admin per verificare che tutto funzioni
Esistono decine di strumenti e procedure per farlo in modo pulito e preciso. In molti casi la migrazione avviene senza down e senza modificare nulla.
Se vuoi far verificare che il tuo sito sia trasferibile: contattaci qui.
4. Cosa NON serve (ma alcune agenzie fingono di sì)
Molte agenzie, per trattenere il cliente, inventano ostacoli inesistenti. Ecco cosa NON serve:
- non serve nessun software proprietario;
- non serve nessuna procedura interna segreta;
- non serve tenere il sito “attivo” sul vecchio server;
- non serve rifare tutto da zero;
- non serve pagare penali o costi extra (se non previsti dal contratto).
Questi sono solo modi per spaventare il cliente e impedirgli di cambiare fornitore.
5. Il mito del “il sito smette di funzionare”
Uno dei falsi miti più diffusi è che il sito possa smettere di funzionare durante il trasferimento. In realtà, seguendo una procedura corretta, il sito rimane online e attivo per tutto il processo. Le uniche situazioni problematiche avvengono quando:
- l’agenzia precedente rifiuta di collaborare;
- non vengono forniti gli accessi necessari;
- si usano soluzioni proprietarie che impediscono l’esportazione.
In questi casi il problema non è tecnico, ma contrattuale o gestionale.
6. Trasferimento: quanto costa davvero?
Il costo dipende dalla complessità del sito, ma non dovrebbe mai essere fuori scala. In media, una migrazione standard richiede:
- backup completo;
- copia dei file;
- copia del database;
- test su nuovo server;
- aggiornamento DNS.
È un lavoro tecnico, sì, ma non giustifica costi irragionevoli.
7. Come scegliere il nuovo hosting senza far danni
Molte PMI non sanno cosa guardare. Ecco i criteri davvero importanti:
- CPU e RAM dedicate (no hosting condiviso se il sito è serio)
- Backup automatici
- Supporto veloce e competente
- Pannello di controllo chiaro
- Certificati SSL automatici
Una scelta errata può causare rallentamenti, errori o problemi SEO, ma la scelta corretta si fa con una checklist chiara.
8. Come Fix Agency gestisce le migrazioni
Noi applichiamo una procedura standardizzata:
- analisi dell’infrastruttura attuale;
- backup completo;
- trasferimento in ambiente di staging;
- test;
- go-live senza interruzioni.
Niente confusione, niente tecnicismi inutili, niente barriere.